Si può fare a meno dei partiti politici?

Si può fare a meno dei partiti politici?

Le argomentazioni che Simone Weil (1909-1943) sviluppa in questo saggio sono di una semplicità disarmante: il testo dimostra che non i partiti, ma tutti i cittadini, ciascuno in prima persona, dovrebbero fare politica. “Il fatto che esistano (i partiti) non è in alcun modo un buon motivo per conservarli…”

Il criterio di valutazione della necessità di essi, quello del bene, viene definito a partire dalla verità, dalla giustizia e dall’utilità pubblica: la democrazia non è un bene in sé, è solo un mezzo in vista del bene, un mezzo più o meno efficace.

Tuttavia, l’efficacia della democrazia come mezzo per realizzare la giustizia è seriamente compromessa quando sono in gioco delle passioni collettive. (spirito di parte)

I partiti, infatti, sono macchine per fabbricare “passione collettiva”, attraverso la propaganda; essi, inoltre, esercitano una “pressione” (condizionamento) sui propri membri, e hanno come scopo principale la propria stessa crescita.

Purtroppo, devo ammettere che provo un certo disagio a sentire parlare i politici, a qualsiasi partito appartengano, considerato le condizioni di degrado sociale, culturale in cui ci troviamo e l’aumento delle precarie condizioni economiche della maggioranza dei cittadini.

Le parole del linguaggio politico hanno perso il significato reale e ideale, sono vuote e ipocrite.

Dietro di loro vi è, in definitiva, la brama del potere. Infatti, ogni partito vuole vincere sugli altri e ha la pretesa di sostenere che la propria ideologia è superiore alle altre. Non è possibile credere che, cambiando partito o coalizione, si possa fare il bene di tutti.

Ormai lo spirito di parte è arrivato a contaminare tutto. Si è arrivati, (quasi obbligati), in qualsiasi campo, a prendere posizione “pro” o “contro”.  Il paradigma dominante, che ha forgiato l’opinione pubblica, attraverso i social media, pretende che bisogna sempre schierarsi da una parte. Questo modello è contrario alla libertà di esercitare il senso critico. Mi sembra che si sia perso il senso del vero e del falso e soprattutto quello della giustizia.

Comunque, il messaggio di Simone Weil va ben oltre l’affermazione relativa alla soppressione dei partiti; è un richiamo forte alla libertà del pensiero, che può avvenire solo attraverso un’attenta, consapevole e pensante trasformazione interiore e responsabilità individuale.

 

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