Quante persone muoiono nel mondo ogni giorno?

Quante persone muoiono nel mondo ogni giorno?

Quante persone muoiono nel mondo ogni giorno? Quando ci poniamo questa domanda? Forse qualche volta, oppure quando ascoltiamo e vediamo alcune scene strazianti?

  La compassione

Provo profonda compassione per quello che è successo e sta succedendo a migliaia di persone non solo in Lombardia e in tutta Italia ma anche in tutto il mondo a causa di questa pandemia.

Il Covid 19  non guarda i confini, non appartiene a nessuno Stato, non ha l’intenzione di uccidere ma solo di vivere.   I suoi antenati hanno qualche miliardo di anni e probabilmente anche lui, insieme agli altri virus sopravvivranno alla nostra Storia.

Ma provo la stessa compassione anche per il numero di persone e soprattutto di bambini, migliaia e migliaia, che ogni anno muoiono per fame, guerre e malattie.

Lascio agli organismi competenti il compito di darci i numeri esatti di queste morti che certamente scuotono le coscienze di noi singoli individui facendoci provare una tristezza infinita insieme ad un profondo senso di impotenza.

Mi pongo e pongo una domanda ai “potenti” della Terra:

Perché non c’è un impegno prioritario per ridurre queste morti invece di affidarli all’Agenda 2030?

Forse queste morti potrebbero essere evitate:

  • se gli uomini più ricchi del pianeta decidessero di destinare ai poveri, parte delle loro ricchezze;
  • se i paesi occidentali decidessero di non fornire più armi ai paesi in guerra tra di loro;
  • se tutti i governi decidessero di adottare misure comuni per ridurre l’inquinamento causa anche di tante malattie.

Questa gigantesca mobilitazione per combattere la pandemia del Coronavirus è veramente motivata dalla attenzione alla salute e alla vita?

Allora come mai non c’è la stessa attenzione per le morti causate dalle malattie per fumo di sigarette, per abuso di alcol, per cibo spazzatura, per inquinamento atmosferico/ambientale, per incidenti stradali, ecc.ecc?

Mi sorge anche un’altra domanda: qual è l’idea/credenza che porta i governi ad attivarsi immediatamente per combattere il virus che è un elemento naturale, invisibile, incontrollabile?

Come mai non c’è la stessa urgenza nell’adottare i provvedimenti in grado di limitare le morti per fame, guerre e malattie, che sono prodotti umani?

Il paradigma culturale dominante

Avanzo un’ipotesi:  il paradigma culturale dominante che guida le scelte dei “governanti” della Terra è ancora quello antropocentrico del potere come dominio dell’uomo sulla natura.

Tale potere ha adottato, nell’ultimo mezzo secolo, il sistema economico capitalistico del neoliberismo. Esso è basato sul principio della crescita del PIL che presuppone il consumo di prodotti e servizi. L’industria della pubblicità che crea bisogni artificiali e fittizi è funzionale a tale tipo di modello che non si preoccupa dell’estinzione della vita sulla terra pur di soddisfare la richiesta di prodotti sempre più inutili e dannosi.

Tale potere, accanto alle conquiste e al progresso per l’umanità intera, ha causato violenza, guerre, razzismo, intolleranza, ingiustizie e sta anche causando aumento della povertà e dell’inquinamento del nostro pianeta Terra.

Il virus non ha scelto di uccidere, non ha nemici da sterminare: provoca le malattie e le morti solo per sopravvivere.

La libertà è responsabilità

L’essere umano, ogni essere umano, poiché è libero, può scegliere dove dirigere la sua libertà e a che cosa dare la sua priorità.

Da tale principio di libertà scaturisce anche la responsabilità della scelta.

Poiché ogni scelta causa delle conseguenze, riusciamo a comprendere quali enormi responsabilità abbiano coloro che devono decidere per le sorti di tutti?

Le persone che hanno il ruolo di prendere delle decisioni, mi riferisco ai politici, magistrati, esperti, scienziati, manager, imprenditori, hanno la consapevolezza della loro responsabilità sul destino della vita di molte persone, sul destino della vita del nostro pianeta?

 

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