Come e perché la consulenza filosofica può aiutarti a prenderti cura della tua anima.

Come e perché la consulenza filosofica può aiutarti a prenderti cura della tua anima.

Vuoi cominciare a prenderti cura di te?

La consulenza filosofica di cui parlano i filosofi intende creare le condizioni affinché gli individui assumano in proprio la responsabilità della loro vita. Il compito principale di ogni uomo quindi è  prendersi cura della propria anima che significa conoscere e diventare ciò che si è attraverso un percorso di conoscenza di sé mirante a renderlo migliore e che impegna tutta la vita.

Chi non si prende cura di sé stesso si deresponsabilizza poiché, non riuscendo a far fronte ai problemi che la vita pone, delega ad apposite figure – genitori, coniuge, specialisti vari – e quindi rinuncia a farsi carico dei suoi problemi e accuserà sempre gli altri e le circostanze esterne delle proprie disgrazie. Già i primi filosofi avevano compreso l’importanza della cura della propria anima.

“La medicina è l’arte che cura le malattie del corpo e la filosofia quella che sottrae l’animo al dominio delle passioni”. (Democrito)

“O tu che sei il migliore degli uomini, … non ti vergogni a darti pensiero delle ricchezze per ammassarne quante più puoi, e della fama e degli onori; e invece dell’intelligenza e della verità e della tua anima, perché diventi quanto è possibile ottima, non ti dai affatto né pensiero né cura?”. (Socrate)

“Come l’arte medica compie progressi prestando soccorso al corpo malato, analogamente si comporta la filosofia verso l’anima in pena”. (Martha Nussbaum).

Vuoi assumerti la responsabilità della tua vita?

Attraverso la pratica filosofica con la partecipazione ai laboratori qualsiasi evento della realtà considerato negativo non è più pensato come un male da cui essere liberati da Dio, come nella religione, né come un elemento da togliere o da sanare, come nella medicina, ma piuttosto come un aspetto della realtà di cui occorre comprenderne la natura per riuscire a prendere decisioni atte a farvi fronte.

Purtroppo la nostra cultura tarda ad accettare questo insegnamento, (si è diffusa la convinzione che c’è un farmaco per ogni disturbo), e, anziché riconoscere nel negativo una possibile risorsa, lo si associa al male che necessariamente deve essere rimosso.

Ciò non significa che dobbiamo ricercare la sofferenza o dobbiamo farne un elogio, ma solo prendere atto che “l’accidente” che “ci capita addosso” può essere una opportunità per attivare riflessioni e forze che altrimenti non conosceremmo mai.

Quindi la cura dell’anima attraverso la consulenza filosofia non insegnerà a evitare il negativo, che è impossibile, ma a misurarsi con esso attraverso la valutazione della adeguatezza delle proprie convinzioni, perché come diceva bene il filosofo Epitteto: “non sono le cose a turbare gli uomini, ma i giudizi sulle cose”.

 

 

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