Perché è importante l'amicizia? Possiamo vivere senza ?

Perché è importante l'amicizia? Possiamo vivere senza ?

Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami” 

(A. de Saint-Exupèry dal Piccolo Principe)

Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
( Kablil Gibran)

Tutti sanno quanto sia importante l’amicizia: bambini, giovani e vecchi. Filosofi, poeti, scrittori, cantanti ne hanno fatto l’oggetto delle loro opere. Quasi tutti affermiamo che essa è uno degli ingredienti principali della felicità umana. Allora perché abbiamo una tendenza a complicarci la vita soprattutto nelle relazioni di amicizia e di amore nonostante il nostro profondo desiderio di entrambe? Perché continuiamo la ricerca dell’amicizia e dell’amore che ci soddisfino e gratifichino e soffriamo quando un’amicizia o un amore finiscono? Spesso quando facciamo esperienza dei cosiddetti “tradimenti” andiamo alla ricerca delle cause. Ma vi assicuro che qualsiasi motivazione, anche la più favorevole, non è sufficiente e non serve a lenire o eliminare la sofferenza che stiamo provando.

La mia esperienza

Vi confido, per esperienza personale, che, quando si perde (per qualsiasi motivo) un’amicizia, in un’età come la mia, ciò procura molto dolore perché si è convinti che si è “vaccinati” contro le delusioni della vita. Di solito, quando ciò succede nella cosiddetta età “matura”, ci vuole più tempo per superare la delusione, la rabbia, l’amarezza etc. ecc.…, anche perché si pensa che questi siano problemi adolescenziali e non di persone adulte che già dovrebbero aver fatto esperienza delle tante sfaccettature dell’animo umano.

Però devo confessarvi che anche queste delusioni sono servite per prendere consapevolezza della mia vita e per comprendere che la sofferenza non nasceva dall’evento in sé, ma dalle concezioni sulle relazioni di amore e amicizia che io avevo assimilato sin dall’infanzia in famiglia e negli ambienti in cui sono vissuta. È evidente che le prime lezioni d’amore ci vengono dalla famiglia. Se non si riceve amore in essa o se ne riceve in modo sbagliato, sono le amicizie che nascono in maniera spontanea a darci le altre lezioni sull’amore. Quando poi impariamo a leggere, completiamo la nostra conoscenza su come dovrebbero essere le relazioni d’amore e d’amicizia.

Provate ad immaginare quali potrebbero essere state le mie esperienze e concezioni dell’ amicizia, in un ambiente come quello dell’orfanotrofio dove sono vissuta  fino all’età di 16 anni!

Ma nonostante la sofferenza che ogni fine di amicizia procura, abbiamo bisogno di riprovare a cercare un “nuovo” amico per poter assaporare le “gioie” dell’amicizia che si possono sperimentare solo, quando ci lasciamo “addomesticare”.

Necessità dell’amicizia per Aristotele

L’amicizia per Aristotele è una forma d’amore, utile e necessaria alla vita. La sua qualità sta nella reciprocità. Infatti, il rapporto amicale è sempre libero,  si fonda sul rispetto e  deve sviluppare f concordia e cooperazione, non desiderio di possesso. Ha quindi un grande valore sociale garantendo la coesione della polis. Se l’amicizia fosse profondamente radicata fra i cittadini, si potrebbe, in linea teorica, addirittura fare a meno delle leggi. Infatti l’amicizia favorisce lo sviluppo di attività comuni e spinge a diventare migliori per essere graditi all’altro, modellando il proprio comportamento per il bene comune.  Vi sono tre specie d’amicizia a seconda che si fondi sull’utile, sul piacevole e sul bene. Se riflettiamo attentamente abbiamo bisogno d’amicizie di tutti e tre i tipi.  Ma affinché l’amicizia possa esistere, prosegue ancora Aristotele,  bisogna che “entrambi gli amici” intendano il rapporto allo stesso modo, cioè lo basino sullo stesso fondamento. Di solito avviene che quando ci si accorge che il fondamento è diverso, il rapporto finisce e si soffre di più, specialmente, quando una delle parti era convinta di aver costruito tale rapporto solo sul bene.

 Le altre riflessioni sull’amicizia che mi hanno aiutato

Epicuro celebra l’amicizia con questa bella massima: «L’amicizia sorvola la terra, annunziando a tutti di svegliarci per darci gioia l’un l’altro» e aggiunge che per mantenere l’amicizia dobbiamo prenderci cura degli amici. Attenzione, questo però lo possiamo fare nella misura in cui ci siamo presi amorevolmente cura di noi stessi per poter dare agli altri. Invece, sovente non ci fidiamo di noi stessi e neanche ci stimiamo e quindi vogliamo gli amici per colmare le nostre carenze.

Per il filosofo Jasper, il metodo migliore per cominciare a curare noi stessi e quindi a comprenderci è un tentativo sincero di comunicare con qualche altro che cerchi la stessa cosa. Dobbiamo essere disposti ad andare oltre la superficie che abbiamo dentro di noi per trovare un’amicizia profonda con gli altri. “Parlare del più e del meno è facile, ma non rende quasi mai amici”. La comunicazione intima è possibile solo con un cuore spalancato e una mente ricettiva. Purtroppo, abbiamo ricevuto così tante delusioni, che la maggior parte delle persone ha chiuso mente e cuore per non soffrire più.

Siamo quasi diventati autistici sociali, ma poiché abbiamo bisogno di comunicare, utilizziamo i social con la falsa convinzione che lì possiamo trovare gli amici che con un semplice like ci approvino. Molti filosofi hanno sostenuto che l’individuo, da solo, non può diventare umano. L’io ha bisogno di un Tu che lo accolga, lo ascolti, lo accompagni a diventare essere umano. La comunicazione/relazione autentica nasce in questo “incontro io-Tu”. Certo, questo tipo di relazione richiede fatica e può essere così difficile da diventare frustrante, ma quando la si sperimenta nel dialogo sincero e in un ascolto attento, allora si possono scoprire insieme le gioie e le verità più nobili dell’esistenza.

La filosofa Arendt riprende il concetto di amicizia di Aristotele, evidenziandone il valore politico. “Oggi siamo abituati  a vedere nell’amico solo un fenomeno di intimità, in cui gli amici aprono la loro anima senza tener conto del mondo e delle sue esigenze”. Per la filosofa il colloquio intimo in cui gli individui parlano di sé stessi deve aprirsi al dialogo che “per quanto intriso del piacere relativo alla presenza dell’amico si occupa del mondo comune, che rimane ‘inumano’ in un senso del tutto letterale finché delle persone non ne fanno costantemente un argomento di discorso tra loro”. La filosofa, quindi, auspica per tutti «il dono dell’amicizia, con l’apertura al mondo, infine con l’amore genuino per il genere umano». Questo modo di concepire la nostra “umanità” ci permette di “dialogare con un maomettano convinto, un ebreo pio o un cristiano credente”.

Non smettiamo mai di cercare i nobili amici

Ho apprezzato e condivido tutte queste visioni dell’amicizia perché ci insegnano che per superare i nostri individualismi ed egoismi particolari dobbiamo imparare a discutere insieme i problemi, cercando insieme risposte nella certezza che non possono che essere parziali. Questo confronto continuo ci rende davvero più “umani” in un mondo dove proprio come dice la Arendt “ci confrontiamo costantemente con quelli che sono sicuri di avere ragione”. Ci rende più umani perché il confronto ci stimola, ci trasforma in persone migliori e ci porta a nutrire ed elevare la nostra mente, incoraggiandoci ad “agire nel mondo” ognuno nel proprio ambito e nelle proprie possibilità.

Tutto questo però lo possiamo fare, se lo vogliamo, non seduti dietro uno schermo, ma iniziando a stare insieme fisicamente in piccoli gruppi e perseguendo le stesse finalità. La mission del progetto Teth ha questo sogno: contribuire a far nascere i nobili amici: E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.

 

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