Libertà di espressione sui Social Media: una riflessione al riguardo

Libertà di espressione sui Social Media: una riflessione al riguardo

Con l’arrivo e l’uso in massa dei Social Media sono sempre di più coloro che si chiedono se la libertà di espressione non sia fin troppa su questi canali, se non superi le convenzionali norme di gentilezza e decoro che invece si vivono di persona. Oppure se sia un mezzo che, al contrario, permette di esprimerci anche quando non riusciamo a farlo in modo tradizionale.

Insomma, la disputa sulla liberà di espressione sui Social Media è abbastanza accesa! Anche perché se da una parte questo strumento dà a tutti la possibilità di esprimere un’opinione su qualunque argomento, dall’altro ci sono soggetti che utilizzano questa libertà per fomentare liti, portare odio nel mondo, e per imporre, più che disputare, una specifica forma di pensiero.

Oggi un influencer o comunque una persona che ha molto seguito, con il suo pensiero può fare del bene sì, ma al contempo può fare del male. Può muovere una grande mole di persone a prendere una posizione che non sempre rende le cose migliori, anzi a volte le peggiora portando dispute infinite e guerre di pensiero, spesso poco costruttive. Ma concentriamoci un attimo sull’importanza della libertà di espressione e di come si dovrebbe sfruttare.

Libertà di pensiero: la filosofia di Spinoza

Secondo il filosofo Spinoza, vissuto durante la fine del ‘600: il diritto di esprimersi e pensare liberamente non si può trasferire. Non può essere soppresso dal potere politico…e gli Stati che non riconoscono la libertà di espressione e pensiero sono destinati all’instabilità.

Il concetto di Spinoza, seppur scritto secoli fa, è tutt’oggi applicabile e attuale. Infatti, il pensiero del filosofo nasceva dopo 20 anni di guerra, quindi in uno scenario per nulla felice e sicuramente sanguinoso e sofferente.

Ma come in  quell’epoca, la libertà di pensiero è sicuramente importante anche oggi. Ci sono Stati in cui, la libertà di pensiero, ancora oggi, non è scontata, ma dove le donne e le persone di ceto sociale povero combattono per far sentire la loro voce. Non solo, la libertà di espressione è anche un caposaldo dei Diritti Umani, oltre che della costituzione italiana.

Quindi, certo la libertà di pensiero ed espressione è importantissima, eppure, oggigiorno, con la diffusione dei Social Media, dove chiunque può scrivere qualcosa anche in completo anonimato, forse bisognerebbe  pensare anche all’effetto che hanno le parole sugli altri.

Eccessiva libertà di espressione sui social media fomenta odio, razzismo e bullismo

Sicuramente i sentimenti d’odio, razzismo e bullismo sono sempre stati presenti, non possiamo che esserne consapevoli, ma perché con l’arrivo dei Social Media sembra tutto più amplificato? Semplice, oggi ci sono persone che, inneggiando alla libertà di pensiero, usano i loro post, i loro blog con le fake news, le foto e i video non per esprimere un’idea, bensì per diffondere odio, conflitto, e per commettere azioni che incitano al razzismo e al bullismo.

Quanti casi di fake news sulle persone straniere hanno portato poi nella vita ad azioni di vendetta verso questi senza che fossero realmente colpevoli? Quante volte su YouTube o su Facebook sono stati inviati video di bambini e ragazzi vittime di bullismo? O ancora, quante persone vengono offese e denigrate attraverso la diffusione di post ?

La libertà di espressione e la comunicazione online dunque fino a che punto può arrivare? L’essere liberi di esprimere un pensiero non dovrebbe fare del male agli altri, soprattutto se l’azione dei social network amplifica queste parole. Ecco perché oggi, a tutela del benessere delle persone, e per rispettare la libertà di tutti, anche questi canali hanno iniziato, seppur non ottenendo risultati spettacolari, a porre dei limiti ai contenuti pubblicabili.

Oggi Facebook ti chiede se un post incita all’odio, al razzismo o al bullismo, ma quante volte viene davvero rimosso? Ma poi possiamo lasciare questo compito in mano a un computer?

Sicuramente no, per questo motivo oggi più che mai sarebbe necessario insegnare alle generazioni più giovani (e sovente anche a quelle adulte) come si utilizzano i social network e come le parole scritte feriscono e danneggiano quanto quelle che si dicono di persona, perché non ci si può nascondere in eterno dietro uno schermo, e prima o poi l’odio lanciato verso qualcun altro può ritornare indietro come un’arma a doppio taglio.

Quindi ben venga la libertà di espressione, anche sui Social Media, a patto che questa inneschi discussioni costruttive, e possa unire le persone e i popoli e non dividerli.

 

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