La gratitudine può contribuire alla guarigione?

La gratitudine può contribuire alla guarigione?

La gratitudine non è soltanto la principale virtù,

 ma anche la madre di tutte le altre.” (Cicerone)

“La mattina quando vi alzate, fate un sorriso al vostro cuore, al vostro stomaco,

ai vostri polmoni, al vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro.”  (Thich nhat hanh)

Solitamente, quando stiamo bene non apprezziamo le piccole cose della vita quotidiana come respirare, mangiare, camminare e altro. Per questo, oggi, dopo 20 giorni dall’intervento di erniectomia, ho provato una gioia immensa nel riuscire a fare la doccia, anche se, con l’aiuto di mia figlia. L’acqua che scendeva sul mio corpo, purificandomi e rinfrescandomi, produceva una grande sensazione di benessere e gratitudine.

È vero che da tempo pratico la consapevolezza della gratitudine, che mi ha migliorato la vita, ma questa volta è del tutto diverso.

Per molti la gratitudine è quel sentimento che si prova quando si riceve un favore o un regalo. Sappiamo tutti come i cosiddetti regali che accompagnano la vita pubblica, sociale ed economica sono diventati una vera e propria organizzazione, che ha trasformato il dono in qualcosa di obbligatorio, di conveniente, di poco spontaneo. Infatti, si fa fatica ad accettare un dono perché ci hanno convinto e ci siamo convinti che dobbiamo meritarcelo.

Inoltre, oggi la gratitudine è distrutta da una mentalità consumistica e rivendicativa: ho diritto a tutto, devo soddisfare subito ogni mia esigenza.  Anche nel rapporto con Dio spesso le nostre preghiere manifestano questa pretesa e quindi il pregare diventa un domandare e il ringraziare è sempre riferito a qualcosa che si è ricevuto.

La gratitudine come

“filosofia” di vita”

Essa comincia quando ci rendiamo conto che non ci siamo fatti da soli, che innanzitutto abbiamo ricevuto dai nostri genitori e poi da tante altre persone che abbiamo incontrato nella nostra vita. Essa è la scelta consapevole di riconoscere tutti i doni che abbiamo ricevuto (la vita, l’aria, la luce, un corpo, ecc.) invece che, come si fa spesso, vedere quello che ci manca, che non abbiamo, che non è andato come avremmo voluto.

Ma è facile ringraziare per le cose belle! Tutti ne siamo capaci, anche se pochi lo fanno.

Esercitare la gratitudine, però, non vuol dire credere che tutto quello che ci succede sia buono, tutt’altro; la gratitudine significa riconoscere, nel mezzo di una situazione difficile, la lezione che si può trarre. La gratitudine deve portarci a questa meta e farci capaci di sopravvivere a qualunque tempesta.

Come si fa?

Forse è opportuno chiarire che non è semplice, è una lotta che a volte sembra impossibile, sembra una lotta sproporzionata contro una forza che ci schiaccia. Ma se, prima di ringraziare, ci fermiamo a guardare in faccia con molta calma la situazione e, dopo aver constatato che non possiamo proprio farci nulla, la mettiamo nelle mani di Dio con la semplicità del fanciullo, allora non vedremo più un problema insolubile.

Bisogna provare per convincersi

Infatti, praticando la gratitudine come “filosofia di vita” mi ha permesso di superare tanti momenti dolorosi della mia vita.

Ma, devo confessarlo, ringraziare Dio per il dolore che, da più di un anno, mi ha tormentato, questo proprio non riuscivo a farlo!

Infatti, i miei diversi articoli sul dolore miravano a trovarne una spiegazione. Non riuscivo proprio a consolarmi, anzi, non ho vergogna ad ammettere che ho desiderato anche morire.

 Il dolore, nonostante i farmaci e la fisioterapia, non mi dava tregua.

Nell’ultimo periodo, però, ho riletto il libro di Giobbe che mi ha convinto sulla realtà della vita con il suo carico di dolore e sofferenza. Poi c’è stato l’intervento chirurgico, mi sono svegliata e ho cominciato ad accorgermi dei piccoli doni che ricevevo a cui non avevo dato mai importanza, godendo di buona salute.

Prima e durante la degenza il mio atteggiamento nei confronti del personale è stato sempre quello di dire “Grazie” per ogni servizio che mi veniva donato e per l’ascolto paziente.

A distanza di 20 giorni dall’intervento, anche se sento ancora dolore, la pratica della gratitudine contribuisce alla guarigione insieme alla vicinanza delle persone con cui ho relazioni.

 

libertà-personale

GRATITUDINE

Desidero quindi, esprimere la mia più profonda GRATITUDINE per il dono della vita, della cura che hanno avuto i medici, gli infermieri e tutto il personale del reparto neurochirurgia dell’ospedale San Gerardo di Monza.

Un sentito GRAZIE

Alla mia compagna di stanza Donatella, alle amiche e amici, ai miei corsisti del corso di filosofia, a coloro che mi hanno augurato BUONA GUARIGIONE, a coloro che mi vogliono bene al di là del tempo, della distanza, delle differenze o delle idee, a tutti quelli che, pur non conoscendo, hanno pregato per me.

Un affettuoso GRAZIE

A mio marito, a mia figlia Maria Elisa (forte e coraggiosa), a mio figlio Rosario, a mio genero Luigi che mi hanno dimostrato il loro amore, a mia sorella, a mio fratello e mia cognata.

 

 

 

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