Dimmi come impieghi il tempo e ti dirò chi sei

Dimmi come impieghi il tempo e ti dirò chi sei

“Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle.” Tiziano Terzani

Ci sono alcune persone che affermano che devono far passare il tempo e per questo, cercano tanti modi per riempirlo.

Ce ne sono altre invece, che sono talmente impegnate che spesso si lamentano perché il tempo non basta mai.

Ci sono però anche quelle persone (poche in verità) che hanno capito il valore del tempo.

Queste persone vivono nella consapevolezza che il tempo non debba essere sprecato. Hanno compreso quale sia l’essenza della natura umana e che cosa sia importante per nutrire l’anima. Queste persone si allontanano volontariamente da tutte quelle attività e relazioni che non procurano il ben essere vitale.

La mia opinione è che le persone cerchino in tutti i modi di non rimanere soli con sé stessi, “distraendosi” attraverso tante attività, non solo ricreative, ma anche lavorative, sociali e di volontariato. È il famoso divertissement” di pascaliana memoria per sfuggire alla paura della morte e alla domanda sul senso della vita.

Ma è possibile anche che le persone vogliano essere sempre impegnate perché, sin da piccoli, sono stati abituati a fare qualcosa.

Un’altra ipotesi da non sottovalutare è quella legata alla convinzione che la vita finisca con la morte e quindi bisogna viverla al massimo.

Insomma, da come utilizziamo il tempo, possiamo conoscere un po’ meglio noi stessi.

Vuoi conoscere qual è la tua concezione del tempo? Esamina quello che fai e poi chiediti se il tuo correre renda felice te e le persone che ti stanno a cuore.

One Comment
  1. Profonda riflessione che condivido. Questo ci porta a fermarci un attimo per verificare come usiamo il nostro tempo. Siamo talmente immersi nel correre e nel fare che non ci chiediamo più perché lo facciamo. Forse lo facciamo per non rimanere soli con noi stessi e chiederci il perché di questo correre e incominciare a guardare dentro noi stessi, alla ns. vita e sul senso che le diamo. Prima o poi, tutto dobbiamo lasciare, la vita ha il suo ciclo, non la possiamo cambiare. Non sappiamo più apprezzare la bellezza di un arcobaleno, cogliere il profumo e la bellezza di un fiore, sentire il canto di un uccellino, che cinquetta felice e che domani può non esserci più. Ci perdiamo tante cose belle e semplici della vita che non sappiamo più apprezzare. Solo la consapevolezza di questo correre ci può far capire quanta bellezza ci siamo persi a non osservare tutto quello che ci circonda e a cogliere quell’essenza che ci riempie la vita e che le dà un senso. Questo ci dà quella serenità e tranquillità d’animo che è la cosa più importante della nostra vita.

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