Le 5 risposte che miglioreranno i tuoi dubbi sulla consapevolezza di sé

Le 5 risposte che miglioreranno i tuoi dubbi sulla consapevolezza di sé

Come percorrere la strada della crescita personale 

Un esempio di consapevolezza di sé? Eccolo: “Dobbiamo essere il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo.” (Gandhi). Abbiamo scelto proprio questa bellissima citazione perché ci sembra la più adatta a quello a cui vogliamo aprirci, a quello di cui tanti di noi avranno sentito parlare… a tutto ciò che avrà certamente sollecitato mille domande e mille dubbi, a tutto ciò che, in ultima analisi, può cambiare la nostra vita in meglio: la consapevolezza dell’interiorità.

consapevolezza di sé

Molti di noi hanno ben compreso quanto la consapevolezza di sé sia importante. Ma hanno altresì imparato che è anche una delle cose più difficili che si possa pensare di padroneggiare nella vita. Chi ha iniziato a seguire questa strada si sarà posto tanti interrogativi. Vivere nella consapevolezza di sé richiede la distruzione delle convenzioni, richiede pratica, costanza…ma anche un buon maestro che ci conduca verso la giusta via.

Linee guida sulla pratica della consapevolezza di sé

Ecco gli interrogativi che in genere si pone chi decide di seguire un corso di consapevolezza di sé. Sarò felice? Quanto tempo occorrerà prima di iniziare ad avere la piena consapevolezza della ricchezza interiore? Questo percorso richiede di aderire ad una data religione? Dovrò destinare a questo percorso tante ore? E’ necessario porsi a gambe incrociate, tipo in meditazione? Si tratta di cinque domande che fanno capo ad una lista che potrebbe essere molto più lunga.

consapevolezza di sé 2

Ebbene, anche le risposte sulla consapevolezza di sé potrebbero essere tantissime. Ci basta dire però, in risposta alle precedenti, che l’obiettivo non è quello di essere felici a tutti i costi, bensì di essere presenti a sé stessi; che non esiste un “tempo di successo” predeterminabile; che possiamo praticare mantenendo fede alla nostra religione, qualsiasi essa sia; che non siamo chiamati a stare seduti ore ed ore con le gambe incrociate ma che possiamo praticare anche mentre cuciniamo, leggiamo o siamo al bar. L’esercizio è, infatti, nella nostra mente.

La vita stessa è la strada che conduce alla consapevolezza di sé

Il percorso che conduce alla consapevolezza di sé, come si vede, è molto personale, non ha standard, non è valido a prescindere e allo stesso modo per tutti. Non si può dire mai di essere “arrivati”. Non c’è un premio da raggiungere…il premio stesso è la via. Essa è esattamente come può essere una corsa, che viene praticata perché fa bene, perché ci tempra e ci aiuta nel lungo periodo.

Ci piace parlare della consapevolezza di sé come di un percorso da seguire, di una strada da percorrere, di un cammino che ci prepariamo ad affrontare, che ha un principio ma può non avere una fine, se lo vogliamo, perché la vita stessa è la pratica. Il filosofo greco Aristotele, vissuto tra il 384 e il 322 a.c., disse una volta: “Conoscere se stessi è l’inizio di ogni saggezza”…un inizio, appunto. Esiste migliore espressione della consapevolezza di sé di questa?

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